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Ogni momento in cui lui è incazzato la porta della mia stanza si apre. Lui si sfoga tra le mie braccia, troppo deboli rispetto alla sua forza. Con le mani consuma la sua rabbia, con la bocca assapora la mia verginità.
Mia madre finge di non sentire le mie urla, le mie ennesime lacrime.
Lui si diverte, lui ride, lui sostiene che noi donne siamo tutte delle puttane, siamo degli animali e questo è il destino che ci meritiamo. Sono fortunata a vivere con lui, perché come ragazza, come donna dovrei meritarmi di peggio. Le mie ferite, ormai, troppo profonde per trovare una cura.
Lei ora mi parla -bisogna tenere unita la famiglia-, solo con pazienza e coraggio affronteremo tutto questo, se Dio ci ha mandato lui è segno che ce lo meritiamo, solo pregando riusciremo a farci perdonare, mettendo fine a tutto questo.
Ogni giorno le botte aumentano, ogni giorno le mie grida si fanno meno acute, le mie lacrime scorrono più lentamente.
Non la voglio più questa vita di merda, voglio anche io la mia possibilità, voglio anche io assaporare la libertà.
Odo pronunciare "Giustizia!", ma che cos'è la giustizia?
È ciò che permette ai cittadini di essere tutelati. Potrei denunciare quel bastardo! I miei occhi si illuminano finalmente nella mia vita vedo un po' di luce....ma....dopo qualche mese potrebbe essere libero.
Potrei scappare...potrebbe raggiungermi; l'unica soluzione è la morte.
Dopo cena lui cercò di nuovo di impossessarsi violentemente di me, ma io no, io non ci sto più. Ho comprato un coltello per l'occasione, lui è sorpreso, io lo colpisco fino a quando non sento le forze abbandonarmi. La mia stanza è un lago di sangue, ma non sono triste, finalmente l'odore della libertà. Mi tuffo nella vasca, un bagno di un'ora ma sembra un'eternità. Mi cambio ed esco, mi incontro con i miei amici.
La serata più bella della mia vita!
Torno alla pozza di sangue, ormai la polizia ha scoperto tutto. Sul coltello le mie impronte, il giorno dopo lo passo in questura. Io sostengo che è stata legittima difesa, quel bastardo mi violentava.
Nulla, il coltello è stato acquistato tre giorni fa, hai premeditato quell'omicidio.
Mi sono liberata di una prigione per poi andare in un'altra, io dico no.
Gioventù bruciata.
Stavo correndo un lungo corridoio, sulle pareti erano appesi dei quadri impregnati di sangue, con parole a me sconosciute, che al giorno d'oggi non esistono più: Giustizia, Sicurezza, Convivenza, Umanità, Democrazia. Non potevo crederci , stavo percorrendo il corridoio del tempo. Ad un tratto mi accorsi che le pareti scorrevano nel verso opposto al mio, poi d'improvviso si fermarono: il quadro era lì. Con le loro immagini, la metafora era ovvia, tutte quelle parole, tutti quegli ideali sono stati cancellati, omessi da quel quadro. Un uomo vestito di bianco, a fianco un uomo un po' basso privo di capelli, e uomini nudi inginocchiati che pregavano questi due individui e prostitute svestite al loro fianco. Davanti a me il buio, cercavo di correre ma non potevo oltrepassare quel quadro e capii. Non potevo andare nel futuro, non potevo neanche cambiare strada, era ed è la storia del mio Paese. Una storia in cui non sapremo come andrà a finire se non vivendola.
Due amanti persi nella notte correvano verso il mare senza sapere se sarebbero giunti a destinazione, però dovevano tentare, dovevano provarci, la loro vita dipendeva da quella scelta.
Questa è la mia vita, questa è la mia strada, non puoi impedirmi di vivere, non puoi impedirmi di morire. Puoi solo guardarmi, assaporarmi se vuoi, ma non quando vuoi, questo è il mio corpo decido io cosa farne, no non è vero, è la mia mente. E' l'Io chiamato subconscio che alle volte mi parla. E' la schizzofrenia, sento delle voci nel silenzio, forse è la mia coscienza.
Non lo so, non so niente. Che faccio qui? Mi ritrovo sdraiata a fianco a lei nel letto e una bottiglia di vodka liscia tra le mani. Ora vedo la luce, vedo il buio percepisco il suo calore, sento il suo respiro...ma è tutto così confuso non capisco più nulla. La realtà è così opaca, l'illusione è distinta da tutto il resto. Non so più se quello che vedo, se quello che sento mi appartiene, se i miei sensi sono veri, se sono miei o della donna che mi dorme vicino.
Ora ha smesso di respirare, la sua pelle via via diventa più pallida, piano piano il cuore smette di battere, ora vedo la foresta in lontanaza. Vedo la luna e il sole, la luce e il buio contemporaneamente, guardo le sue palpebre chiuse, le sue labbra ormai viola, provo a sfiorarle sono fredde, come tutto il suo corpo, provo ad aprire di più gli occhi.
Era il mio riflesso, l'altra parte di me.
Il troppo stroppia. Non è vero. Il troppo è giusto. Se è trasgressione, meglio ancora. Che l'io ma non me stessa ama evadere questo tempo, rompere il muro del suono, per il semplice piacere di farlo. E che me stessa non osi contraddire l'Io più recondito potrebbe offendersi e tagliare i ponti. l'io potrebbe rompere le acque, perdere la verginità. Me stessa non può permettere un simile affronto; che dirà l'uomo la prima notte di nozze quando scoprirà che la verginità si è persa nella notte dei tempi per pura lussuria? Nulla.
Pure lui l'avrà persa con un pornostr che di sicuro gli avrà insegnato i trucchi del mestiere.
Se quel lui fosse una lei? Sarebbe una meretrice.
Se il mio lui fosse una lei questa sì che sarebbe trasgressione, evadere dal vero, da ciò che la mia coscienza mi impone. Adoro i contrasti interiori, me stessa rimette insieme i cocci sparsi qua e là della mia vita. L'Io li rompe. Ma non ho bisogno di giustificare le gesta abitudinarie, tutto è lecito.

Oggi è un giorno come un altro, si dice che sia la giornata della memoria...ricordare...ricordare che milioni di persone sono state private di essere persone; ricordare che milioni di persone utilizzate in campi di concentramento come animali, come cavie.Sento ancora l'odore di carne umana che fuoriesce da forni crematori, se chiudo gli occhi rivedo la montagna di capelli e dei tessuti fatti con essi. Con la mente percorro ancora quei corridoi con i volti dei deportati. Ragazzi, bambini, donne ognuno con lo sguardo di non voler perdere quel briciolo di dignità rimasta, di non perdere l'anima. In quei giorni, in quegli anni non sono stati ebrei, omosessuali, testimoni di geova, politici, zingari, musulmani, persone con handicap a perdere la dignità, non sono stati loro perché non hanno compiuto nulla per cui perderla sono state le vittime di questa storia da non dimenticare. La dignità è stata persa dai soldati che eseguendo un ordine da un pazzo hanno compiuto gesti indescrivibili.Ricoprdiamo cosa è stato e non facciamo nulla su cosa è oggi.Oggi ragazze rese delle prostitute, ingannate, illuse su una vita migliore. Mafie che obbligano negozianti a pagare il pizzo, operai a lavorare 14ore al giorno nelle cantine. In molte nazioni c'è ancora la pena di morte valida solo per chi non ha una stabilità economica, prigioni dove svolgono atti di tortura. Violenza sulle donne, sui bambini..bambine costrette a sposarsi o a prostituirsi.Dove sono finiti i diritti umani stipulati nel 1948? Non sono mai stati utilizzati, solo scritti su una carta e sventolata quando fa comodo.Ricordiamo il passata ma quando penseremo al presente?
Guardo il mio passato e vivo ogni giorno come se fosse l'ultimo che mi hai regalato, guardo al futuro e non so cosa ci sarà, cosa mi sarà regalato o se riuscirò nei miei obbiettivi.Non potrò mai scoprire ciò che si nasconde alla soglia del domani e forse non dovrei permettere al passato di ritornare, di confondermi, rompendo il mio equilibrio. Questo capita a noi persone instabili, a noi che decidono di seguire il proprio istinto e le proprie passioni. Come direbbe una Emo, sono io uguale e diversa a me stessa, ma come nascondersi dietro a un'icona, a un ideale e mischiarsi nella massa? Perché non essere un Noi formato individui diversi l'uno dall'altra ma con alcuni obiettivi comuni? Perché non essere un Noi in cui ci si aiuta a vicenda per il solo piacere di aver svolto una buona azione? Perché non si può essere un Noi come umanità unita invece che divisi in Nazioni per avere come regnante una o più persone che svolgono solo i propri interessi? Tanti perché senza risposta, forse la risposta esiste ma è meglio non pensarci. Anche nascondersi dietro a un dito non aiuta. Tutto quanto detto è scontato che sia Socialmente Inutile, quale essere umano vorrebbe sapere tutta la verità e nient altro che la verità soggettiva di un unico individuo? Se per una vota ascoltassimo invece che parlare? Se per una volta, se per quell'unica volta ci comportassimo da amici invece che da consumisti parte integrante di una società che arricchisce ricchi, forse i muti ricomincerebbero a parlare, riusciremmo a comprendere i silenzi. Ma no meglio il rumore assordante delle automobili, della Televisione, delle radio, di tutta quella tecnologia che dovrebbe aiutare l'uomo in realtà è diventata la nostra droga, così come tutte le medicine. Come tutti i discorsi privi di un senso non ha un lieto fine.
Anno nuovo vita nuova, non è vero, così insieme a tutte le sue tradizioni. E di seguito le contraddizioni, poi le contrazioni. La Terra conclude il suo giro e ne inizia un'altro partorendo un nuovo anno, forse conveniva farle un taglio cesario, nell'equatore dividendo nord e sud. Un Signore che dice di appartenere a una lega (non si è ancora capito che tipo di lega, forse errore di scrittura intedeva lego) sarebbe contento, un po' meno sua moglie visto che è del sud.
Ma ritorniamo alla Terra partoriente, Lei che sia stata creata da un Dio o dal caso sempre ingiusta è, ma essendo nostra Madre che dirle? Grazie per la vita oppure odiarla per averci creato?
2009 che cosa ti aspetti? Domanda irritante, come se con il nuovo anno cambiasse tutto e invece che ti rimarrà il 1gennaio? Ci si ritrova mezzi nudi a metà della stanza con una bottiglia di spumante tra le mani senza avere la forza per alzarsi, non si riesce a distinguere l'ora, ma solo immagini sfocate.
Ma ogni fine anno ci devono riempire il cervello con tutti gli avvenimenti successi, ma chi se ne frega! Cosa serve ricordare l'ultimo anno? di quello che doveva essere fatto e che non è stato, di quello che non doveva essere fatto invece è stato.
Sbagli a capire, sei troppo pessimista. Già. E si ha pefettamente ragione, sarà che il nero mi ha oscurato la vista, sarà che mi sono bruciata con la luce del sole? sarà che forse non è detto che una minoranza abbia torto? Sarà forse che la televisione ci ha bruciato quei pochi neuroni rimasti? Sarà invece che io non ne abbia mai avuto uno? Tutto è possibile, bugia, alle volte un'affermazione ne esclude necessariamente un'altra, per cui le strade sono due: ragione, torto.
Invece io sto nel mezzo così starò sempre a metà strada dall'errore, gli estremi sono anche gli eccessi, altri semplicemente dei cessi. Alcuni sono anche belli, interamente d'oro, che poi mi chiedo la loro utilità, tanto nei momenti di altissima meditazione siamo tutti uguali, forse.
La stitica farà un po' fatica, basta aiutarla con po' di guttalax. Chi ha il problema opposto un succo di limone e il gioco è fatto! Ma di sicuro è certo tutti noi meditiamo chi più e chi meno.
Grazie a ciò, studiamo la filosofia e di seguito la filologia per poi perderci nella psicologia e ritrovarci nella sociologia, svoltando a destra scopriamo la pedagogia, a sinistra la psicanalisi. La loro utilità ancora un mistero, perché razionalizzare ogni minimo particolare della mente umana? è così bella l'irrazionalità, la pazzia, in quanto permette all'uomo di non nascondersi, di esprimersi; anche vero che grazie a queste nuove discipline si possono giustificare determinate azioni..allora io mi chiedo è pazzo colui che si finge pazzo o il pazzo che decide di seguire l'irrazionalità? Non ci sarà mai una risposta certa e razionale. Parlare di irrazionalità in modo razionale, sarebbe come parlare dell'infinito ma tutti sappiamo dell'ineffabilità dell'uomo. Io ci credo e anche Dante ci credeva.
Ora è giunto il momento di salutarvi, la mia musa ha smesso di suggerire.
Buona anno, sperando che il 2009 sia meno monotono e dunque diverso dal 2008, ci credo poco ma è bello sognare...