mercoledì 12 agosto 2009


Sarà che la gelosia mi ha annebbiato la mente, sarà che come al solito ho seguito l'istinto e non la ragione. Sarà che per molti sono una ragazza che affronta la vita con leggerezza, sarà che forse mi piace semplicemente sorridere nonostante veda sempre l'altra faccia della medaglia. Sì, sono egoista ed egocentrica quando penso alla mia vita, ma posso anche essere colei che pensa agli altri e dedica tutta sé stessa ai propri cari senza pretendere nulla in cambio.
Sarà che a volte mi piace buttarmi nel vuoto e nel buio per vedere che cosa succede, mi piace provare nuove esperienze mantenendo la mia integrità morale. Alcune persone non si fidano per la mia pazzia, per la mia incostanza e la mia incoerenza, sarà forse che talvolta mi piace stravolgere le regole.
Forse credo ancora che la società sia composta da persone e non da macchine costruite male oppure da pecoroni, sarà per questo che talvolta ho la sensazione di essere pazza.
Sarò stupida ad ostinarmi a credere che un giorno tutto andrà meglio e lavoro in preparazione di quel giorno. Sarà che alcune volte ritengo i miei sacrifici inutili. Sarà che ritengo ancor più vero che la gente si sia dimenticata di avere un cervello. Sarà che forse "sono rimasti a fare da padroni i soliti ladroni che però han cambiato i nomi". Sarà che ho per vizio principale non tenere la bocca e gli occhi chiusi quando qualcosa non va. Sarà che sono schierata politicamente e socialmente solamente per far vivere meglio chi vive peggio. Sarà che molte persone non fanno ciò che dovrebbero fare.
E per concludere sarà che per tutto questo sulla mia lapide voglio che sia scritto "sono morta mentre ero viva", perché io la mia vita voglio viverla e non attraversarla passivamente.

domenica 26 luglio 2009

Amica mia


La tua storia troppo complicata da comprendere e da spiegare. Troppe sofferenze hai dovuto subire, per questo è facile capire il tuo bisogno di solitudine.
Persone pigre che non hanno la voglia di trovare la forza per darti il coraggio di ricominciare, ti abbandonano donandoti sofferenza nelle sofferenze.
Certo la tua malattia spaventa, perché non esiste una cura, è una malattia mentale, forse tra le peggiori. Le persone che sul tuo cammino hai incontrato si sono scordati che anche tu hai dei sentimenti, delle emozioni, così quando hanno finito il loro lavoro se ne vanno, lasciandoti nella tua solitudine ormai forzata.
Ricorderò sempre il nostro primo incontro, con disinvoltura mi presentai, tu mi sorridesti timidamente. Ci fu subito intesa e dopo poco tempo iniziasti ad abbracciarmi come gesto di amicizia. Un gesto che nella società dei sani è diventato privo di significato.
Io testarda non ti lascio sola, io testarda voglio farti conoscere quel poco che so, quei pochi luoghi che ho visitato.
Ti stai imponendo dolore fisico per poi trovare sollievo nella morte, ma io testarda non posso accettarlo, troppo velocemente mi sono affezionata, ed egoisticamente voglio farti vivere.
Sei un'emarginata dalla società, perché essendo tu una schizofrenica non puoi comprendere la realtà, ma per me sei un'amica che sta affogando.

venerdì 24 luglio 2009


Quando morirò sarà troppo tardi per dire "è troppo tardi". Dopo che sarò lì sdraiata, con il cuore fermo, il sangue solido, il corpo freddo, gli occhi fissi verso il cielo, i batteri decompositori si impossesseranno di me. Diventerò l'ennesima fonte di cibo, sazierò la terra, nutrirò le radici ed evaporerò nell'aria. Nel punto esatto in cui il mio corpo cadrà, proprio in quel punto, nascerà e crescerà l'albero della morte

giovedì 23 luglio 2009

"Che io possa vincere ma se non dovessi riuscire che io possa tentare con tutte le mie forze"


Il mio egoismo, il mio volermi estraniare dalla realtà mi ha sempre portato a provare emozioni mai provate prima, a cercare nuovi stimoli che possano completarmi.
Forse per questo non riesco più a fare a meno dei loro occhi ricchi di curiosità e semplicità, dei loro gesti affettuosi e sinceri.
Ogni volta al loro fianco è una sensazione nuova, è come se fosse la prima volta.
Molti dicono che sono una brava persona perché dedico quasi tutto il mio tempo libero a loro, ma non mi conoscono. Sono io che ho bisogno di loro e non viceversa; loro potrebbero tranquillamente fare a meno della mia compagnia, io senza di loro mi sentirei vuota, incompleta.
Come non sciogliersi davanti a un sorriso sincero? Come non commuoversi quando, superato il traguardo, ti corrono incontro alla ricerca di un sostegno?
Dalla società dei "sani" loro vengono emarginati perché considerati inferiori, in realtà sono gli unici che possono insegnarci a vivere, sono gli unici che possono insegnarci il vero significato della parola umanità.
Il coraggioso non è colui che compie un'azione straordinaria ma colui che nella quotidianità riesce a dare il mille per cento.
Ed io che posso dir loro? Semplicemente, grazie.



Quando qualcosa di bello finisce è difficile accettare la realtà. L'illusione ingombra le nostre menti per non ammettere la cruda verità.
Un cantante diceva che tutto va come deve andare, ma la mia complessa psiche non riesce ad essere uno spettatore passivo, lasciando che i fatti gli scivolino addosso. Stranamente, le mie personalità si sono coalizzate perché non possono permettere che l'infelicità prenda il sopravvento nei cuori delle persone che mi circondano. Un vecchio amico diceva sempre che continuando a fare la crocerossina avrei annullato la mia persona, forse aveva ragione, forse non aveva capito nulla di me. Perché quando la persona che ami è felice la sensazione è indescrivibile, così quando essa è triste, delusa, arrabbiata, affranta ci si sente piccoli e inutili.
Alle volte la sola vicinanza, il solo ascoltare non basta , le mie personalità irrazionali e razionali mi impongono di agire, ma le mie domande sono tante e tutte senza risposta. Come far ritrovare il sorriso a una coppia di vecchia data? Dovrò inventarmi qualcosa, purtroppo non sono mai stata molto fantasiosa né creativa.
Vorrei che il tempo scorresse più veloce per arrivare, finalmente, al momento in cui le risate veglino nuovamente sul loro volto ed io osservarli in un angolo lieta.

martedì 9 giugno 2009


Ciò di cui sto per parlare non vi piacerà, perché vi risulterà inutile, incomprensibile e poco gradevole.
Voi, che non leggerete queste mie parole disperate, continuerete a non ascoltare la voce di una donna, ragazza, di una cittadina. Non fatelo potrebbe convertirvi al realismo oppure alla pazzia narrando di fatti presenti e già accaduti.
In un secondo ho ripercorso la storia italiana arrivando alla conclusione che l'unica definizione accettabile della sua unità è: "insieme casuale di popoli diversi che si odiano reciprocamente ma che hanno in comune l'ignoranza, la delinquenza e la voglia di essere sottomessi".
Mi insulterete ma ripensandoci non trovo altro termine migliore perché dovrei negare l'evidenza?
L'Italia esiste nella cartina geografica ed è espresso in una carta la quale ora ha preso il posto nelle toilette (se non avete compreso alla fine del post vi darò la risposta).
Questa Italia che io ho sempre ammirato, e forse troppo amato, per la sua diversità, per la sua voglia di vivere, per la sua sensibilità. In questi ultimi giorni ho scoperto che è stata tutta una mia illusione, un mio sogno, ora mi sono svegliata tutto è più chiaro e distinto da ogni fonte di dubbio.
L'Italia non esiste di conseguenza il popolo italiano non esiste. Si può parlare di popoli italiani i quali a sua volta non è formata da persone ma da pecoroni che ama farsi rompere senza l'uso della vasellina, ma questo è ovvio. Io soffro all'idea che tali avvenimenti mi abbiano portato a pensare questo dei miei concittadini, dei miei vicini di casa.
Credevo che almeno il vostro individualismo vi avrebbe portato a fare una scelta sensata, invece no, combattete andando contro i vostri stessi interessi. Io non ho mai preteso che il vostro stile di vita fosse uguale al mio, non ho mai preteso che pensaste come me. Però dal vostro combattimento sembrate come degli assettati che invece di andare incontro a un fiume vanno incontro al mare.
Cari miei vi sto dando degli stupidi pecoroni ignoranti, ed è proprio quello che penso di voi. Potreste ribattere che non avete un'alternativa valida, su questo si può anche concordare ma ricordate sempre queste parole "alle volte l'alternativa bisogna crearsela".
Più passano gli anni più credo che abbiate spento il cervello, perso la dignità e il senso di vergogna.
Insultandovi, insulto anche la pseudonazione di cui sono membro, purtroppo.
Da qualche giorno inizio a vergognarmi di avere la cittadinanza italiana, mi vergogno di avere dei pagliacci parlamentari, mi vergogno di vivere nella patria dei mafiosi, mi vergogno di avere come concittadini delle pecore che hanno paura di esprimere la propria idea.

Mentre scrivo queste parole di amarezza lo schermo mi appare sfocato, le lacrime percorrono il mio viso, ma voi che odiate la Madre Patria non potete capire. L'indifferenza con cui vivete ogni giorno mi uccide.
Tempo fa litigai con un mio amico perché sosteneva che voleva vivere all'estero, ora comprendo le sue motivazioni, e potrei anche attuare la sua tattica. Sì scappo come da codarda, è da troppi anni ormai che combatto una guerra persa in partenza se si è da soli o in poche persone.
Voi volete perdere diritti e libertà? Volete alimentare la mafia? Vi piace mettervi a novanta?
Fate pure, io non ci sto.





P.S La carta è la nostra cara e vecchia Costituzione!

mercoledì 3 giugno 2009

Nano ha rapinato, truffato ma poverino non è colpa sua, la causa è del vicino che abita di fronte a lui. Nano che difende la famiglia ha divorziato ma poi finalmente ha trovato la sua dolce metà. I divorzi non sono causa sua ma del solito vicino di casa.
L'ultima moglie ha deciso di divorziare perché si è divertito con delle quindicenni ma non è colpa sua, è colpa del solito, sì sempre lui, vicino di casa.
E diciamolo che il vicino è un comunista rosso che porta qui i clandestini che sono tutti dei delinquenti, e soprattutto rubano ciò che non gli appartiene si appropriano delle case, delle scuole, del cibo, persino lavorano (quando non delinquono ovvio) al posto Nostro!
Quindi Noi ora ci armiamo e ci difendiamo da questo sopruso, da questa violenza, i clandestini sono ovunque, sono in mezzo a Noi, difendiamoci!!!!!!
Quel Nano ha ragione, non è malefico ma è il nostro salvatore!!! Dobbiamo creare tante famiglie e difenderle tutte quante!!!
Stiamo attenti, perché oltre ai clandestini, c'è una razza molto pericolosa i LAICI! Loro sono ovunque potrebbero obbligarci a diventare tutti dei gay, lesbiche, bisessuali, transessuali...Bisogna stare cauti! Solo tramite l'intolleranza e il razzismo riusciremo a mantenere la Nostra razza unica e superiore!!!
Prendiamo il fucile, bruciamo i libri e insieme anche quelle poche cellule celebrali rimaste, per far rivivere l'emozione della mancanza di libertà in tutto il mondo e non solo in Africa, in Asia e in America Latina. Noi abbiamo il dovere di imporre una dittatura con a capo Nano! Lui ci porterà alla felicità!
Forza! E che il Nostro Popolo sia quello delle non-libertà!