skip to main |
skip to sidebar
Iniziò a guardare il cielo, si chiese come mai fosse così azzurro, così ricco di stelle. Si domandava come mai percepiva il color bianco invece che rosso visto che l'universo si sta espandendo e le galassie allontanando. Poi capì: il rosso viene inglobato da tutto ciò che non è rosso. Cominciò a sentirsi un insetto, lei misera donna insignificante, resa ancora più insignificante dal dittatoriale maschilismo, come poteva cercare di capire l'universo. Lei nella sua inutilità, nella sua piccolezza e imperfezione cercare di comprendere l'infinito.
Noi siamo destinati alla morte come tutto qui sulla Terra, siamo limitati e di certo non possiamo comprendere le antinomie di questo mondo che ci disprezza. C'è chi per vivere meglio si rifugia in una religione come dargli torto? Ma non scoprirà mai Dio se non dopo la morte e di certo non potrà tornare indietro a raccontarlo. La morte non può essere sconfitta nemmeno con la crema antirughe, neanche con i lifting, né tanto meno con i trapianti dei trapianti. Possiamo allungarci la vita ma non sconfiggere colei che ci donerà l'eterno riposo.
Scusate, si trattò di un semplice caso di onicocriptosi.
Ciò che mi diverte è che di solito si parla dell'amore romantico, quello travolgente, passionale dimenticandosi di quello non ricambiato, quello che vorresti non esistesse invece è lì che perseguita, come una macchia indelebile che non vuole andare via.
Non si può classificare l'amore nella sua molteplicità, però non credo sia giusto nei confronti per le persone che soffrono, che hanno sofferto e che, ahimè, soffriranno, non esplicare i lati negativi di questo forte sentimento.
All'inizio di una relazione tutto appare bello, sembra che il mondo stia sorridendo e che tutto è rose e fiori; poi chissà per quale motivo ci si abitua al partner fino a che via via l'amore si scioglie come neve al sole. Non oso immaginare quante persone siano state tradite: è come se il mondo crollasse addosso, forse neanche una pugnalata dritta al cuore può provocare tanto dolore. Non contiamo poi tutte le volte che si è stati rifiutati: una parte muore.
Non so per quale motivo oggi abbia avuto questa idea malsana di parlare di questo sentimento che ci riempie la vita, anche se a volte vorremmo che non ne facesse parte, forse perché ricco di ricordi o di tante piccole realtà che ogni giorno le persone vivono.
Forse Rhett aveva ragione quando si rivolse a Rossella dicendo "francamente me ne infischio" rinnegando tutto l'amore che per lei provò e che lei non ebbe mai per il marito.

9 Maggio 1978 due personaggi importantissimi della nostra storia sono stati uccisi. Onorevole Aldo Moro e Peppino Impastato, due parti opposte uno DC l'altro PC. Hanno segnato il nostro tempo e l'avrebbero fatto comunque se fossero rimasti in vita, ma troppo scomodi a chi gestiva il potere in quegli anni. Loro hanno guardato la morte negli occhi e l'hanno affrontata.
Mi piace ricordarli così (anche se io in quegli non esistevo ancora), come degli eroi a fumetti senza il lieto fine.
Quando pensiamo all'Italia, ai fatti che ultimamente ci hanno coinvolto, credo che loro si stiano rivoltando nella tomba, loro non avrebbero permesso tutto questo. Loro sono morti per noi, per darci quel pezzo di libertà e giustizia in cui credevano tanto.
Noi siamo i complici di questi omicidi: con il nostro menefreghismo, con l'assenza di volerci sciogliere da questa libertà subdola e apparente.
Noi uccidiamo questi personaggi per la seconda volta negando i valori come la giustizia, la libertà, l'uguaglianza, l'universalità dell'individuo, il concretizzarsi del sogno di un'Italia finalmente unita.
Ma si sa che la massa tra il Salvatore e l'Assassino, sceglie l'Assassino.
È un periodo in cui scrivere mi riesce difficile, anche se la mia lingua è come una lama ben affilata, perché come miglior difetto è l'incapacità di creare silenzio, intontendo chiunque mi stia vicino.
La mia paura è di mantenere queste pagine virtuali vuote, perché la paura è di arrivare a un punto in cui io sia vuota, ovvero guardarmi dentro e vedere solo un fegato mal ridotto, due polmoni neri che respirano a fatica, un cuore che batte lentamente e del sangue parzialmente anemico.
L'angoscia di essere mentalmente sana, di essere parte integrante di questa società che ogni giorno rinnego, che ogni giorno cerco di sconfiggere e di cambiare, in modo che sia più giusta e soprattutto in pace. Per questo ho copiato il titolo di Flaubert colui che fu arrestato per un romanzo considerato amorale, al giorno d'oggi sarebbe semplicemente realistico, descriverebbe la mentalità del 90% delle donne che io ho incontrato nel mio percorso. Anche lui ebbe delle memorie, anche lui fu pazzo.
Pazienza gli pagherò i diritti d'autore, oppure perché no, chiedere alla nostra compagna di viaggio, Vero, di chiederli in tribunale insieme agli alimenti. Ebbene pure lei ormai andrà nello stesso bagno con la Lussuria, insieme sventoleranno la bandiera rossa cantando Bella Ciao.
Io sospettavo che nella famiglia più amata d'Italia qualcuno rosso esistesse, ed ecco qui la conferma! Per evitare equivoci, il mio è puro e semplice sarcasmo per un argomento in cui il mio interesse è meno di 0.
Ma se davvero i sani fossimo noi e i pazzi loro? I conti non tornerebbero i manicomi sarebbero inefficienti oppure privi di esistenza, ma ora che ci penso i conti non esistono..sono spariti con l'arrivo del Novecento, o meglio, sono diminuiti.
Intanto viviamo questo momento, questo pezzo di storia con la speranza (sì proprio la solita speranza che forse potrebbe anche diventare qualcosa di concreto una volta tanto), che prima o poi fioriscano le rose.

Rieccomi con la mia filosofia ontologica e gnoseologica dopo aver compiuto viaggi introspettivi e fisici. Il mondo non è come lo si vorrebbe, ma nella sua totalità antitetico: c'è chi muore perché mangia troppo e chi muore di fame, c'è chi ha troppo e chi niente, c'è chi non studia per ribellione e chi non studia perché non ha il diritto di farlo, c'è chi vorrebbe la libertà e chi invece se la toglie. Come disse un filosofo greco " il mondo è fatto di equilibri e dunque se esiste un oggetto o un sentimento deve per forza esserci il contrario": il bene e il male, la felicità e la tristezza, la pace e la guerra. Il troppo stroppia ma se ci fosse un po' più di bene o un po' meno di male non mi dispiacerebbe. Chi troppo e chi niente statisticamente tutti hanno un po' di tutto: io sono un barbone perché ho perso il lavoro non ho soldi, vivo di elemosina però c'è chi ha due ville al mare. Un po' strano come equilibrio. Forse Madre natura dovrebbe rivalutare le sue suddivisioni, ma poverina perché darLe la causa di tutti i mali e i beni? prendiamo le nostre colpe, ma no, non prendiamocele noi viviamo bene in questa democrazia fasulla, in questa libertà ipocrita. Tutto ci è concesso ma nulla ci è possibile.
Io, non vivo bene qui, non vivo bene perché noto tutto il marcio e non riesco a fare finta di nulla, di notte ho gli incubi. Sì, sono pazza e non lo dico con piacere ma quasi con disprezzo, perché se certa gente avrebbe rinunciato a un po' di potere questo non sarebbe accaduto.
Il mio egoismo, il mio egocentrismo mi ha portato alla follia per vivere la mia vita come credo, quasi senza compromessi. In questi giorni di assenza ho ripercorso la mia vita, ho guardato negli occhi i miei errori arrivando alla conclusione che, avendo pagato le conseguenze, non devo dimostrare nulla a nessuno se non a me stessa. Certo, senza nuovi stimoli involontari o volontari, interni o esterni, l'uomo come può andare avanti (in senso metaforico s'intende)? L'uomo, in quanto uomo, non è un'ameba.
Gli incubi che mi scorrono nella mente grazie a Lei, l'altra parte di me, che ha deciso di farmeli vivere anche in pieno giorno. Io, che sono la piena antitesi di me stessa, ribadisco che nella mia follia ho trovato la semplicità di un sorriso sincero, di un abbraccio donato con amore, forse ho scoperto il valore della vita. Non descrivo ciò per mostrarmi agli occhi degli altri superiore o diversa, ma solo per voler incitare tutti alla follia, di ascoltare quella parte antitetica. Costruitevi un mondo dove non sia l'ipocrisia, la sete di potere a vincere ma la vita. Tanto si sa: ci mettono al mondo e poi dobbiamo arrangiarci tanto vale farlo con serenità, giustizia, lealtà, amore. Un mondo folle potrebbe essere la soluzione ai nostri mali, rinchiudiamo i sani nei manicomi e chi lo sa che Madre natura o Dio decida di modificare l'equilibrio, anzi no, potremmo prenderci meriti del nostro impegno

Con il mio passo lento e stanco ho camminato per quelle strade, con quelle persone che come me erano lì a sostenere l'Italia, questa Italia che molti stanno distruggendo.
Questa Italia che con fatica è stata unita ma basta poco per dividerla...
L'altra parte di me continuava a dirmi di non camminare, di prendere il treno e tornare a casa,io invece trovavo la forza che permetteva alle mie gambe di fare un passo dopo l'altro.
Da lontano ho osservato lui, uno dei più coraggiosi Italiani che io conosca: Don Ciotti. Che dire a un uomo che ogni giorno combatte, che trova coraggio nei suoi ideali, nella sua Italia Unita. Vero, è un uomo come tutti gli altri, ma io non riesco a non vederlo come un eroe. Se tutti noi fossimo almeno un decimo di ciò che lui è, forse l'Italia sarebbe diversa: Nano sarebbe in carcere, poco più della metà del parlamento non esisterebbe.
Adoro le utopie, forse per questo mi piace credere che un giorno esisterà l'Italia.
Mi riesce difficile concepire un'Italia composta solo da mafia e spaghetti.
Ho camminato faticosamente per Napoli, non ho visto l'immondizia, non ho visto la camorra; ho visto la bellezza delle opere storiche di quella città, ho visto la disponibilità e gentilezza dei Napoletani. Ho assaporato il caffè più buono del mondo, la pizza più gustosa che abbia mai mangiato.
L'immondizia? Sì, c'era ma alla fine della manifestazione, non era dei Napoletani, era degli Italiani, degli stessi Italiani che credevo fossero venuti per lottare per l'Unità, per avere quel pezzo di giustizia che ci spetta, per diventare finalmente Italiani.
La nostra cara e vecchia Italia ha davvero bisogno di vivere la sua prima "storia d'amore" come disse qualche mese fa un cantante, ha bisogno di un'ondata d'aria fresca che le permetta finalmente di essere una Repubblica Democratica fondata sul lavoro e che il potere appartenga al popolo.
Ogni azione da me compiuta tende verso un equilibrio, ma una volta raggiunto Lei distrugge tutto e devo ricominciare da capo.
Le certezze che abbiamo: l'uomo tende verso un equilibrio interiore, ma fisicamente gli atomi tendono verso una situzione meno ordinata, l'entropia aumenta insiema al tempo.
Noi accumulo di atomi troviamo equilibrio nel caos.
Quindi credo sia logico pensare che viviamo in una società giusnaturalista senza saperlo. Il patto sociale non è ancora stato stipulato ma, prima o poi, accadrà: per avere sicurezza illusoria ci priveremo della libertà, ovvio, diventeremo uno stato totalitario. Perderemo la dignità, diventeremo un insieme di prostitute e gigolò inconsapevolmente.
C'è chi preferisce l'anarchia, chi vorrebbe la democrazia aristocratica, chi quella popolare, c'è ancora qualcuno che vorrebbe la monarchia assoluta, tutti tralasciano la monarchia costituzionale.
Viva la Regina! Ossequi alla tregina! Lei è una donna così di buon gusto, se il suo popolo non ha il pane lei sfornerà delle brioche calde alla crema per colazione. Mi sarò confusa?
Ma si sa che tutti i miei discorsi tendono all'Italiano medio e mi portano a parlare di Nano trapiantato e all'uomo vestito di bianco.
La mia vita è già tormentata ma loro due non mi sono di aiuto per per trovare il mio equilibrio.
Ho una legge da proporre:"Si può tentare di arrivare al proprio equilibrio purché non rovini l'equilibrio di qualcun altro.", per una volta potrei essere tutelata dall'interno e chissà potrei anche distogliere la mia mente da problemi sociali e pisocologici. Potrei soffermarmi sugli aspetti ontologici e gnoseoligici dell'Essere senza imporre la mia idea neanche nel caso in cui riuscissi a incontrare il Messia.
Come al solito, sul più bello, i miei occhi si aprono e l'altra parte di me tace.