giovedì 16 aprile 2009

Potrebbe essere la soluzione



Rieccomi con la mia filosofia ontologica e gnoseologica dopo aver compiuto viaggi introspettivi e fisici. Il mondo non è come lo si vorrebbe, ma nella sua totalità antitetico: c'è chi muore perché mangia troppo e chi muore di fame, c'è chi ha troppo e chi niente, c'è chi non studia per ribellione e chi non studia perché non ha il diritto di farlo, c'è chi vorrebbe la libertà e chi invece se la toglie. Come disse un filosofo greco " il mondo è fatto di equilibri e dunque se esiste un oggetto o un sentimento deve per forza esserci il contrario": il bene e il male, la felicità e la tristezza, la pace e la guerra. Il troppo stroppia ma se ci fosse un po' più di bene o un po' meno di male non mi dispiacerebbe. Chi troppo e chi niente statisticamente tutti hanno un po' di tutto: io sono un barbone perché ho perso il lavoro non ho soldi, vivo di elemosina però c'è chi ha due ville al mare. Un po' strano come equilibrio. Forse Madre natura dovrebbe rivalutare le sue suddivisioni, ma poverina perché darLe la causa di tutti i mali e i beni? prendiamo le nostre colpe, ma no, non prendiamocele noi viviamo bene in questa democrazia fasulla, in questa libertà ipocrita. Tutto ci è concesso ma nulla ci è possibile.
Io, non vivo bene qui, non vivo bene perché noto tutto il marcio e non riesco a fare finta di nulla, di notte ho gli incubi. Sì, sono pazza e non lo dico con piacere ma quasi con disprezzo, perché se certa gente avrebbe rinunciato a un po' di potere questo non sarebbe accaduto.
Il mio egoismo, il mio egocentrismo mi ha portato alla follia per vivere la mia vita come credo, quasi senza compromessi. In questi giorni di assenza ho ripercorso la mia vita, ho guardato negli occhi i miei errori arrivando alla conclusione che, avendo pagato le conseguenze, non devo dimostrare nulla a nessuno se non a me stessa. Certo, senza nuovi stimoli involontari o volontari, interni o esterni, l'uomo come può andare avanti (in senso metaforico s'intende)? L'uomo, in quanto uomo, non è un'ameba.
Gli incubi che mi scorrono nella mente grazie a Lei, l'altra parte di me, che ha deciso di farmeli vivere anche in pieno giorno. Io, che sono la piena antitesi di me stessa, ribadisco che nella mia follia ho trovato la semplicità di un sorriso sincero, di un abbraccio donato con amore, forse ho scoperto il valore della vita. Non descrivo ciò per mostrarmi agli occhi degli altri superiore o diversa, ma solo per voler incitare tutti alla follia, di ascoltare quella parte antitetica. Costruitevi un mondo dove non sia l'ipocrisia, la sete di potere a vincere ma la vita. Tanto si sa: ci mettono al mondo e poi dobbiamo arrangiarci tanto vale farlo con serenità, giustizia, lealtà, amore. Un mondo folle potrebbe essere la soluzione ai nostri mali, rinchiudiamo i sani nei manicomi e chi lo sa che Madre natura o Dio decida di modificare l'equilibrio, anzi no, potremmo prenderci meriti del nostro impegno


2 commenti:

Squilibrato ha detto...

Una delle prime leggi che istituzionerei se, in un'ipotetica vita parallela, fossi presidente della Pineta Terra sarebbe che ognuno ha diritto ad una casa ed al cibo. Quindi chi ha tanto è in obbligo di aiutare chi ha meno. E su questo non si discuterebbe.

gre ha detto...

non sarebbe male come legge anche se, per me, in un mondo parallelo non ci sarebbe bisogno di una legge per tutelare chi ha meno. Ma chi ha di più spontaneamente aiuterebbe gli altri...lo so, pretendo sempre troppo.